Anna Mattea Merlino

Anna Mattea Merlino

Per il Municipio 6, 7
Scheda Verde

Il futuro è pensare alle generazioni che verranno.
Anna Mattea Merlino 63 anni, al momento inoccupata, ho scoperto la passione politica a 14 anni, la giustizia sociale, i diritti civili e difesa dell’ambiente, sono da sempre le cose in cui credo. Ho sostenuto e sostengo da decenni l’abolizione della caccia, i diritti di tutti gli esseri viventi. Per un periodo ho gestito un negozio di alimentari biologici venduti sfusi, era il coronamento del mio sogno per un consumo consapevole senza inutili sprechi, quello che dovrà essere il futuro. Sono attiva all’interno di associazioni sul territorio che si spendono a favore di una città veramente “green”, senza consumo del suolo, un paesaggio fatto di riuso e riqualificazione dell’esistente e con una mobilità dolce e anche più lenta. “Vivere con lentezza” è una filosofia che avvicina la natura e le persone, crea socialità e migliora la qualità della vita. Riduci, Ripara, Riusa, Ricicla, sono le 4 R che distinguono la mia visione del mondo che verrà.

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Le mie priorità

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    Estendere la zona 30, combattere la sosta selvaggia. Vivo in un quartiere, Baggio, dove c’è uno dei centri storici più belli di Milano, inutilmente assediato da un traffico insostenibile per la conformazione delle vie.

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    Vorrei un centro di ascolto nel mio quartiere per le donne e gestito da donne, per ascoltare ed aiutare chi subisce violenza domestica. So di situazioni drammatiche di donne e dei loro bambini che vivono in uno stato di abbandono.

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    La mia zona è una delle più ricche per presenza di parchi e spazi verdi, gestiti da anni nel peggiore dei modi, serve un cambio di passo immediato dell’amministrazione centrale.

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    Valorizzare e promuovere il commercio di vicinato, imporre uno stop all’invasione della GDO (in 5 anni 3 nuovi supermercati nel raggio di 500 metri), mentre decine di botteghe chiudono. I commercianti chiedono più attenzione.

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Invito all’azione

Agire e concretizzare, niente promesse inutili, valorizzare le risorse, portare la bellezza e la cultura in periferia, sostenere chi già lo fa, la risposta non può essere solo affidata al volontariato, le istituzioni devono partecipare attivamente.